La Valle dei Templi di Agrigento![]() ![]() La Valle dei Templi è un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento, in Sicilia. Dal 1997 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre alla più elevata fonte di turismo per l'intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia. Sono tantissimi i monumenti storici che è possibile visitare ad Agrigento, primi su tutti i famosi tempi che sorgono nella maestosa Valle dei Templi; ma non mancano le Chiese, i Palazzi, i Musei e le biblioteche. In questa pagina passiamo in rassegna i monumenti presenti nella città di Agrigento. I Templi di Agrigento Tempio della Concordia Il tempio della Concordia è sicuramente uno dei meglio conservati fra gli antichi templi dorici del classico periodo edificatorio della Grecia. Trentaquattro colonne doriche scanalate, tutte in tufo conchiliaceo, ciascuna di quattro pezzi, si ergono sullo stereobata primitivo, tredici per ogni lato longitudinale, sei davanti e sei dietro, col pronao e l'epistodomo, formando quello che i Greci chiamavano Hexastilos Peripteros. La lunghezza totale del tempio con la gradinata è di metri 42,12, la larghezza di 19,69 metri, l'altezza di 11 metri. Fu detto della Concordia perché si trovò nei suoi dintorni una epigrafe dalla quale si ricava che questo tempio fu edificato a spese dei Lilibetani in onore della concordia degli agrigentini, sotto il proconsolato di M. Aterio Candido e Lucio Cornelio Marcello propretore. Gregorio II agrigentino, vescovo della Diocesi, nel V secolo lo ridusse a Chiesa Cattedrale dedicandolo agli apostoli Pietro e Paolo. Nel 1748 il tempio fu restaurato per la prima volta. Tempio di Giunone Il tempio di Giunone Lacinia è il più distante dalla città. Il tempio conteneva un magnifico capolavoro d'arte: il famoso quadro di Giunone, del grande artista Zeusi, che per realizzarlo si ispirò alle bellezze di cinque vergini akragantine. Al tempio e al quadro è legata la triste vicenda della morte di Gellia, il quale, temendo che il quadro di Zeusi potesse finire in mano ai suoi nemici, appiccò il fuoco al tempio e si buttò in mezzo alle fiamme portando con sé il quadro per non sopravvivere a tanta perdita. Tempio di Cerere Si ritiene che il tempio di Cerere sia stato uno dei più antichi di Agrigento, e fu proprio durante una delle feste celebrate in onore della dea che Falaride si impadronì della città divenendone tiranno. Oggi il tempio offre allo sguardo dei visitatori solo muri esterni. Tempio di Castore e Polluce Innalzato nel 1834 dalla Commissione delle antichità di Sicilia, voluta dal regime borbonico. Lo scultore Villareale e gli architetti fratelli Cavallaro ne rilevarono la pianta e ne rialzarono tre colonne, ma appurarono che erano ben 34. Nel 1842 è stata rialzata una quarta colonna. Per gli agrigentini, questo è rimasto il Tempio delle "tre colonne", che è passato poi a raffigurare la città di Agrigento e, spesso, anche l'intera Sicilia. Gli Arcosoli dei Templi Lungo le mura meridionali della Città dei Templi, nel tratto che va dal Tempio della Concordia a quello di Giunone, il turista s'imbatte dinanzi ad una parete rocciosa in cui si presentano numerosi sepolcri entro arcosoli, sovrapposti in più ordini o in piccole camere ipogeiche. Per diversi anni gli arcosoli della Valle dei TEmpli hanno suscitato la curiosità anche dei diversi studiosi che li hanno ritenuti di origine greca o romana. Tempio di Ercole E' uno dei più antichi templi dorici della Sicilia. Nel 1922 il capitano Sir Alessandro Hardcastle finanziò e seguì i lavori per rialzare otto colonne sul lato sud-ovest del tempio. Questo tempio misurava in lunghezza 73,42 metri e in larghezza 27,56 metri, con colonne alte più di dieci metri. Era un peripteroexastilo-hipetras, cioè a colonnati e scoperto, come quasi tutti i primitivi templi dorici. Tempio di Giove Olimpico Il tempio di Giove Olimpico, è da tempo, un cumulo immane di semicolonne, capitelli, triglifi e altro, ma fu uno dei templi greci più ammirati e certamente uno dei più colossali. E' l'unico dei templi di Agrigento di cui sappiamo con sicurezza il nome. Fu iniziato dopo la grande vittoria d'Imera (480 a.C.) e vi lavorò un gran numero di prigionieri cartaginesi. Tempio di Esculapio Qui si riproduce la stessa cella del tempio della Concordia, mancante del portico, ma con l'aggiunta di due colonne impegnate a metà della parte occidentale. Il tempio di Esculapio era notissimo nell'antichità e Cicerone, nel quarto libro delle Verrine, ce lo rammenta col nome di "famosissimum fanum". Esso vantava una bellissima statua di Apollo, capolavoro del celeberrimo scultore greco Mirone. Il famigerato ladro pubblico Verre tentò di rubarla, e perciò gli Agrigentini furono obbligati, da allora in poi, a far custodire i loro templi, notte e giorno, da guardie. Soltanto così poté essere salvata dai cittadini anche la statua di Ercole. Tempio di Vulcano Il tempio di Vulcano ad Agrigento è stato costruito sul ciglio estremo del costone roccioso della suggestiva valle dell'antico fiume Hypsas. Il tempio, dedicato al culto di Vulcano, dio del fuoco, risale alla seconda metà del secolo V a.C. Chiese, Palazzi, musei, teatri e altri monumenti Seminario Vescovile Monastero e Chiesa di Santo Spirito Biblioteca Lucchesiana La Cattedrale Cattedrale di S. Gerlando Sarcofaco di Fedra Quartiere ellenistico-romano Chiesa di S. Pietro Chiesa di S. 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